Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco, avrebbe detto il mister Trapattoni, che ha reso famoso in tutto il mondo questo proverbio, all’avventato Jung Cheol-weon, atleta sudcoreano della nazionale di pattinaggio a rotelle.

Impegnato nella finale della staffetta a squadre maschile sui 3.000 metri ai Giochi Asiatici 2023, lo sventurato, in un impeto di gioia, dopo un testa a testa sfiancante col collega di Taiwan, ha esultato prima del tempo, alzando le braccia al cielo e scoprendo un sorriso liberatore. Solo che mentre uno si pregustava il gradino più alto del podio, l’altro lottava fino all’ultimo secondo, anzi per l’esattezza fino all’ultimo centesimo di secondo, riuscendo così ad appuntarsi la medaglia d’oro sul petto. 

Il verdetto finale sul tabellone è stato implacabile. Taiwan ha concluso con un tempo di 4:05.692, la Corea del Sud ha tagliato il traguardo al secondo posto con un tempo di 4:05.702. L’India ha concluso al terzo posto con il tempo di 4:10.128.

 

Dopo la gara, Jung si è scusato per come ha concluso il suo ultimo giro: “Ho fatto un errore grossolano”, ha detto. “Non sono arrivato a tutta velocità al traguardo. Ho abbassato la guardia troppo presto. Mi dispiace molto.”

Ma la storia purtroppo non finisce qui. Non vincendo la medaglia d’oro Jung Cheol-weon e la sua squadra hanno perso per adesso anche il diritto all’esenzione dal servizio militare che in Corea del Sud è obbligatorio e va fatto entro i 28 anni. 

L’obbligo può anche essere derogato per gli atleti che vincono un titolo olimpico o una medaglia d’oro ai Giochi Asiatici: possono rinviare la leva fino ai 30 anni. Choi, che di anni ne ha 27, ha ancora un’opportunità di non partire per il militare, ma ai Giochi Asiatici del 2026 a Aichi e Nagoya, in Giappone, non potrà permettersi distrazioni.

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